Ho letto in un articolo in cui si sostiene che se dovesse vincere il NO al referendum Codice Deontologico:

che vinca il Sì o vinca il NO non ci sarà nessuna catastrofe per la professione.

Mi trovo molto d’accordo. Tuttavia, se dovesse vincere il No, rimarrebbero alcune delle seguenti criticità:

    1. Potestà genitoriale: il Codice Deontologico sarebbe connotato ancora da un’impostazione paternalista e patriarcale attraverso cui le prestazioni psicologiche verrebbero imposte dall’alto senza accogliere e raccogliere la volontà della persona minorenne o incapace. Non a caso, l’attuale testo si riferisce implicitamente alle persone minorenni attribuendo il significato di “minori”. Nella revisione il significato paternalistico “minore” diventa “persona minorenne”. Un cambio di paradigma non solo teorico, ma sostanziale. Nella revisione, la persona minorenne è al centro del processo decisionale nell’ambito sanitario (Art. 31) e nell’ambito della ricerca scientifica (Art. 9). Maggiori info
    2. Assenza di consenso informato nei casi di prestazioni psicologiche nei confronti di persone minorenni: l’attuale Articolo 31 prevede che in assenza di consenso informato «lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale». Molto rischioso poiché se poi il Giudice disponesse l’interruzione della prestazione perché non ritenuta necessaria o perché non si può operare senza consenso informato di entrambi i genitori, la Psicologa e lo Psicologo correrebbero un rischio elevato di aver erogato una prestazione illegittima con potenziali conseguenze immaginabili: segnalazione all’Ordine, denuncia (penale) ex art. 610 c.p. (violenza privata), risarcimento danni (civile). Maggiori info
    3. Prestazioni professionali nei confronti delle persone minorenni: l’attuale Articolo 31 prevede che per tutte le “prestazioni professionali” è previsto un consenso informato. Quindi anche per un’attività di formazione nelle scuole sarebbe necessario il consenso informato, nonostante la prestazione non abbia una finalità sanitaria. Un’incombenza inutile che blocca ovvero ostacola le prestazioni psicologiche erogate dalle Psicologhe e dagli Psicologi. Con l’introduzione del termine “trattamenti sanitari” nel nuovo Articolo 31, svincoliamo le Psicologhe e gli Psicologi che operano in ambito scolastico poiché dovrebbero acquisire il consenso informato solo per le prestazioni psicologiche con finalità sanitaria. Mentre per le attività senza una finalità sanitaria, interverrebbe il nuovo Articolo 4. Maggiori info
    4. Sommarie informazioni e testimonianza: il nuovo Articolo 12 chiarisce che anche per le sommarie informazioni (innanzi alla Polizia Giudiziaria e Procura della Repubblica) è necessario rimanere vincolati al segreto professionale. Una necessaria tutela per le Colleghe e i Colleghi oltre che per l’utenza. Se vincesse il NO, questa informazione (obbligo di segreto professionale nei casi di sommarie informazioni) andrebbe ricercata negli articoli di Codice di Procedura Penale perché non chiarita nel nostro Codice Deontologico. Maggiori info
    5. Linee guida nell’ambito sanitario: il nuovo Articolo 22 richiama l’articolo 5 comma 1 della Legge 24/17. Se vincesse il NO, l’attuale Codice rimarrebbe privo di questo precetto previsto per legge. Maggiori info
    6. Insegnamento di metodi, tecniche e strumenti psicologici: la nuova formulazione esplicita in modo netto la differenza tra insegnamento di conoscenze psicologiche che promuove la diffusione culturale della psicologia e l’insegnamento a soggetti estranei alla professione dell’uso di strumenti, tecniche e metodi propri della professione psicologica. Maggiori info

E’ vero che se vincesse il NO non accadrebbe nulla di catastrofico, ma le criticità dell’attuale Codice Deontologico continuerebbero ad esporre le Psicologhe e gli Psicologi a continui contenziosi con gli Ordini territoriali e con la Magistratura. L’obiettivo di un Codice Deontologico è anche quello ridurre al minimo questi rischi a tutela della Categoria e dell’utenza. Il nuovo Codice Deontologico si pone l’obiettivo di chiarire alcuni precetti e semplificare alcune procedure a tutela della Comunità.

Un testo aggiornato che tutela i diritti e la dignità dei cittadini, garantendo la massima qualità professionale degli interventi psicologici.

Con il nuovo Codice Deontologico, le Psicologhe e gli Psicologi si impegnano a:

  • Rispettare la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione e all’autonomia di coloro che si avvalgono delle loro prestazioni.
  • Utilizzare metodi, tecniche e strumenti psicologici in modo appropriato e responsabile.
  • Evitare discriminazioni di qualsiasi tipo.
  • Promuovere la salute mentale e il benessere psicologico di tutti.

Vota “Sì” al nuovo Codice Deontologico degli Psicologi.

Un voto per la qualità della professione psicologica.

Un voto per la tutela dei cittadini.

Un voto per il futuro della psicologia in Italia.

Vota “sì” al nuovo Codice Deontologico degli Psicologi.

Dal 21 al 25 settembre 2023

Iscriviti alla Newsletter: ricevi aggiornamenti via e-mail e/o via WhatsApp

Condividi questo post

By Published On: 14 Settembre 2023Categories: Referendum Codice Deontologico 20230 Comments on Se vincesse il NO sicuri che non accadrebbe nulla?Last Updated: 14 Settembre 2023

Leave A Comment

Post correlati

Iscriviti alla Newsletter

No spam, il tuo indirizzo e-mail non verrà ceduto a soggetti terzi.

Iscriviti alla Newsletter

No spam, il tuo indirizzo e-mail non verrà ceduto a soggetti terzi.

Total Views: 140Daily Views: 1