Dal 21 al 25 settembre si terrà il referendum online sul Codice Deontologico.

La votazione avverrà esclusivamente in modalità online.

Per esprimere il proprio voto sarà necessario accedere all’area riservata con SPID o CIE e accedere alla piattaforma di voto VotarePA ed esprime e la propria preferenza.

Il quesito referendario su cui siete chiamati ad esprimervi è: “Approvate voi il codice deontologico delle psicologhe e degli psicologi italiani, come modificato dalla deliberazione del CNOP n. 14 del 28 aprile 2023?

5 motivi per approvare il nuovo Codice Deontologico Psicologhe e Psicologi

di Catello Parmentola.
Membro della Commissione Deontologia e Osservatorio Permanente del Codice Deontologico presso il CNOP

#1 – La Revisione del 2023 ha previsto una Premessa Etica al Codice contenente anche quattro Principi Etici: Rispetto e promozione dei diritti e della dignità delle persone e degli animali; Competenza; Responsabilità; Onestà e integrità, lealtà e trasparenza. Premessa e Principi rendono il Codice più bello e compiuto: ci ricordano che, per ogni psicologo, c’è ‘una base’ di vincolo etico prima ancora dei sinoli precetti dell’articolato, che il vincolo etico non si risolve nel precetto, si misura ma non si sostanzia solo nell’adesione o nella deroga al precetto. Collocare l’Etica in premessa all’articolato deontologico indica anche una direzione: man mano che i Principi si distingueranno dai precetti, il taglio dell’articolato sarà più giuridico-formale, prevedrà articoli di più chiara e diretta applicabilità, con deroghe più agevolmente accertabili, misurabili e sanzionabili.

#2 – La Revisione ha previsto la titolazione degli articoli che consentirà anche il richiamo per argomento e favorirà, quindi, la pronta consultazione. I titoli renderanno, inoltre, più agevoli quei raggruppamenti tematici che consentiranno – in un tempo successivo – di sequenziare più coerentemente gli articoli del Codice con Capi diversamente previsti.

#3 – L’adeguamento di genere è sempre questione controversa tra forma e sostanza ma è prevalsa ‘ideologicamente’ la sua assunzione nel Codice, sia perché il Codice deve essere permeabile ai ‘dibattiti del mondo’ (vertice sociale della Deontologia) sia perché i numeri della comunità professionale degli psicologi la rende particolarmente sensibile al tema. La percentuale di psicologhe è, infatti, dellì84% e sale addirittura al 92% nella fascia di età sotto i 29 anni: sarebbe stato, quindi, particolarmente ‘antiestetico’ in questo caso ‘rivolgersi al maschile’. Allo stesso modo, anche in futuro, il Codice non sarà mai impermeabile a tutte le evoluzioni del dibattito sociale sui generi e le identità -qualora giuridicamente riconosciute- di genere, assumendo ogni cambiamento che fosse giustificato dai ‘numeri’ e dalla conseguente domanda di rappresentatività.

#4 – Le precisazioni lessicali hanno avuto un portato di sostanza, assumendo precisazioni scientifiche, culturali e normative intervenute nel corso degli ultimi decenni: hanno reso, quindi, il Codice terminologicamente più ‘corretto’ e contemporaneo.

#5  – Nel merito più stretto dell’articolato, la Revisione ha toccato 17 precetti e ne ha riscritto radicalmente alcuni, risolvendo problemi annosi come, per esempio, la discrepanza tra misura deontologica e misura giuridica del Consenso Informato. Ogni psicologo deve sempre tenere presente che né Codice né Manuali possono risolvere i dilemmi deontologici senza quei filtri valutativi che consentono la migliore calibratura applicativa, ogni volta con riferimento alla soggettività dei contesti, dei momenti e delle persone riguardate. La traduzione applicativa non è mai automatica, dipende da molte variabili di cui può avere il polso solo lo psicologo direttamente esposto nel dilemma. Inoltre, spesso sono in conflitto interessi entrambi legittimi; spesso –su uno stesso punto giuridico – una Norma non sospende l’altra; spesso competenza ed esperienza descrivono una soggettiva diversa capacità di governo dei conflitti: sono tutti casi che possono prevedere ‘bilanciamenti diversi’ della migliore condotta. Non si tratta di scegliere tra due opzioni ma di individuare i migliori punti di equilibrio ‘dentro e tra’ i vertici deontologici (etico, scientifico e sociale): non è un’operazione accreditabile alla formulazione dell’articolo per quanto ben cognitivamente posseduta; la ricerca del migliore bilanciamento è solo nelle prerogative di ogni singolo psicologo. Che, per questo, deve essere dotato di una procedura di pensiero deontologico, essere capace di un suo soggettivo pensare deontologico. Alla ‘migliore condotta’ sono indispensabili il Codice deontologico e la conoscenza
dell’articolato; sono indispensabili i Manuali con la ‘spiegazione’ degli articoli e l’indicazione delle loro linee applicative; sono indispensabili, soprattutto, il singolo psicologo e il suo corretto pensare deontologico.

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