Gent.mo Dott. Pingitore,
perché serve il consenso informato sanitario per l’attività di mentoring nelle scuole?

L’attività di mentoring è spiegata in questo articolo. In sintesi:

– Sostegno Personalizzato: Offrire un supporto mirato agli studenti che affrontano difficoltà di apprendimento o situazioni personali sfavorevoli, per prevenire l’abbandono scolastico.
– Sviluppo di Competenze: potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento, percorsi di orientamento per le famiglie. Potenziamento delle competenze trasversali degli studenti, come quelle digitali, sociali e civiche, fondamentali per il loro successo nell’educazione e nel lavoro futuro.
– Orientamento: Fornire orientamento scolastico e professionale per aiutare gli studenti a prendere decisioni informate riguardo al loro percorso educativo e professionale.
– Inclusione: Promuovere l’inclusione e l’integrazione di tutti gli studenti, con un’attenzione particolare per quelli provenienti da contesti svantaggiati o a rischio di esclusione sociale.

È chiaro che il “sostegno” erogato da uno Psicologo è un “sostegno psicologico”, così come le “competenze psicologiche”. Ancora: l’orientamento. Orientare e aiutare sono attività che se svolte da uno Psicologo hanno una finalità sanitaria.

In sintesi, per l’attività di mentoring serve il consenso informato sanitario ex Art. 31 del Codice Deontologico.

Se, invece, lo Psicologo effettuasse solo ed esclusivamente formazione nelle scuole, interverrebbe il primo comma dell’art. 4 del Codice Deontologico, senza acquisizione del consenso informato tramite il “classico” modulo.

 

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